Gli Amici del Presepio
Il Presepio artistico di Santa Lucia
Ogni Natale, nella chiesa arcipretale, la Natività prende posto in una ricostruzione in miniatura di Santa Lucia di Piave: uno scorcio del paese e della sua memoria, diverso a ogni edizione.
Un paese in miniatura
Il presepio viene allestito nella chiesa arcipretale per il periodo natalizio. La scena ricostruisce ogni anno un angolo caratteristico del paese, spesso com’era in passato, e fa da sfondo alla Natività. L’attenzione ai dettagli, agli interni e ai mestieri quotidiani invita chi visita a osservare con calma e a riconoscere luoghi e storie.
Le ambientazioni nascono da un paziente lavoro di documentazione: libri sulla storia locale, testimonianze, sopralluoghi e fotografie aiutano a ricomporre scorci che il tempo ha trasformato. Le statue originali in legno, scolpite e dipinte dall’artista Antonio Grava, danno vita ai personaggi della scena.
Le origini e i primi allestimenti
La tradizione nasce dall’impegno di Claudio Pizzinato e del nipote Lucio, che realizzarono il primo presepio nello spazio dell’entrata laterale sinistra della chiesa. L’ambientazione agreste, ispirata alla campagna veneta, suscitò interesse e coinvolse altre persone. Nel 1991 e nel 1992 il gruppo allestì anche la Risurrezione, chiamata familiarmente “Pasquepio”.
Dal 1992 la Natività ha trovato una sede stabile nella Cappella del Sacro Cuore. Il nuovo spazio ha permesso di costruire una struttura in ferro, introdurre strumenti elettronici e dare maggiore profondità agli scenari e agli effetti di luce.
Nei primi passi del gruppo furono preziosi l’aiuto di don Oreste e della sorella Stella, del sagrestano Giovanni e della moglie Angela, e il sostegno morale e organizzativo di don Sante. Dal 2002 la parrocchia è stata guidata da don Italo Moras, che ha accompagnato con sensibilità il lavoro degli Amici del Presepio.
I luoghi e le persone
Nel corso degli anni il presepio ha raccontato diversi scorci di Santa Lucia: il centro e la tessitura Camerotto, i Portici e l’Arco, le case dei Conti Collalto, Villa Corner Campana, le case Brunello, la Madonna del Ramoncello, la Bella Venezia, la località Mandre con il mulino ad acqua e l’antica via Regina Margherita.
Nel 1994, in occasione della beatificazione di Fra Claudio Granzotto, la scena comprendeva la casa natale del Beato, il luogo in cui lavorava e la zona della Granza con il capitello della Madonna della Salute. Il presepio del 2001 fu dedicato a don Oreste, che lasciava la parrocchia dopo 28 anni, e mostrava la sua casa natale a Mansuè insieme alla chiesa arcipretale di Santa Lucia.
Le scene restituiscono anche il lavoro e la vita quotidiana: la cucina, la stalla, i bambini in cortile, le botteghe e i mestieri. La Natività rimane al centro, dentro un piccolo mondo di persone, animali e gesti familiari.
Nel tempo si è arricchita anche la raccolta di statue in legno: la Sacra Famiglia e i Re Magi, il pastore, il panettiere, il contadino, i nonni e i bambini. Alcune figure richiamano Fra Claudio Granzotto e i mestieri della comunità.
Un lavoro condiviso
Costruire il presepio impegna il gruppo durante tutto l’anno: quando un allestimento viene smontato, comincia già il lavoro per quello successivo. Un gruppo di volontari mette insieme competenze diverse: c’è chi si occupa delle strutture, chi dipinge, cura gli impianti elettrici e gli arredi, sceglie le statue o segue la parte musicale e i rapporti con il pubblico.
Il gruppo è sostenuto da tante persone che contribuiscono con disponibilità e passione. Agli amici, ai sacerdoti e a tutti coloro che aiutano a mantenere viva questa tradizione va il ringraziamento degli Amici del Presepio.